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Goa

Lucia: Per Goa consiglio Alessandra Pecoraino

Marta: Tempio di Shantadurga, Basilica di Bon Jesus, Cattedrale, Old Goa, spiaggia e tante altre cose. Grazie infinite alla guida Hukum Singh Tanwar e al titolare Mahendra Singh Tanwar di Splendid Vacation India!

Ancora Marta: Tempio di Shantadurga, Basilica di Bon Jesus, Cattedrale, Old Goa, Platation Ponda e tante altre cose. Grazie infinite alla guida italiana Alessandra Pecoraino e al titolare Kunal Aroon Vahalia di Namaste City Tours!

Vincenzo: Dal mio diario di bordo del 25 aprile 2012:

Arrivo per le ore 10.00 a Goa che si trova nella costa occidentale dell’India. Qui i portoghesi giunsero come mercanti all’inizio del XVI secolo e la conquistarono in breve tempo divenendo parte dell’impero coloniale portoghese per circa 450 anni, finchè non fu occupata dall’India nel 1961. Tra le peculiarità di Goa è quella di avere dato il nome ad un sottogenere della musica trance (Goa trance o più comunemente soltanto goa) nata qui negli anni 60/70. La nostra escursione è iniziata salendo a bordo di un pullman per visitare Goa, al fine di avere la possibilità di approfondire la conoscenza della filosofia e della religione indiana. Le chiese della vecchia Goa testimoniano non solo il passato coloniale ma anche la grandezza e la ricchezza della città durante la dominazione portoghese. Abbiamo quindi visitato la Cattedrale della Se consacrata a Santa Caterina, una delle chiese più imponenti della città e poi la basilica del Bom Jesus, fatta edificare nel XVI secolo dai gesuiti, una delle chiese più importanti di Goa. Terminata la visita alle chiese, siamo andati ad un tempio induista, che conserva una chiara adesione allo stile indù in auge nel XVIII secolo. Solita sosta per lo shopping in un negozio di souvenirs e infine relax al Beach hotel, in vicinanza di una splendida spiaggia a sud di Goa con a disposizione buffet, piscina e mare!

Alessandra: Uhh grazie Marta, è il mio argomento preferito 🙂 Ragazzi mi presento intanto… viaggiatrice incallita, 22 anni di Alitalia in aeroporto (per chi sa cosa facciamo, biglietteria, rampa e weight and balance) mi sono trasferita a Goa 9 anni fa dopo innumerevoli giri in sud est Asiatico. Goa è la mia seconda casa, ex colonia Portoghese si differenzia dal resto dell’India per lo spirito latino che caratterizza i locali. La lingua ufficiale è il Konkani ma poiché il tasso di istruzione è altissimo parlano tutti in Inglese correntemente. Lo Stato del Goa, perché è uno Stato e non una città, quindi non si può girare in un giorno, è stato l’ultimo ad essere annesso all’India nel 1961 e molti Goani sono scappati in Europa perché non volevano diventare Indiani :O Famosa per le sue spiagge tropicali ed i full moon party negli anni’70/80 durante i quali gli hippy occidentali ballavano nudi sotto l’effetto di droghe psichedeliche, ha ancora un turismo “alternativo” di ex fricchettoni che svernano qui 6 mesi l’anno. Ma a questi si sono aggiunti gli Indiani del nord che adesso sono pieni di soldi e cercano la libertà che solo Goa, in India, può dare. Durante le conversioni forzate al cattolicesimo… si, anche qui c’è stata l’Inquisizione, molti templi induisti furono distrutti e sopra i resti vennero costruite le chiese cattoliche. I templi che vedete nelle foto sopra sono stati ricostruiti intorno alla cittadina di Ponda negli anni ’60. Quello era il posto dove gli Induisti nascondevano le reliquie sacre dei loro templi, dall’effige di Ganesha al Lingam di Shiva (il Pene sacro), prima di convertirsi per non morire. A Goa ci sono delle bellissime dimore nobiliari portoghesi aperte al pubblico perché i costi di manutenzione sono altissimi ed i soldi scarseggiano. Facile imbattersi nelle famose “toilette con il maiale”, usatissime in Cina ed importate anche qui. Old Goa, la vecchia capitale, è ormai una città fantasma… nel senso che non ci vive più nessuno ma ha un fascino diverso. Non sembra nemmeno di essere in India… 😀 La nuova capitale, Panjim, è nata a causa dell’abbandono della precedente per via di epidemie di malaria e tifo. E’ carino Fontanhais, il quartiere portoghese, e la chiesa Madre con le scale a zig zag. Anche qui si vedono vecchie dimore dei colonizzatori ma non sono tenute benissimo. Come curiosità da sapere… c’è una statua dell’Abate Faria, quello del Conte di Montecristo, che era proprio Goano. Il lungomare di Panjim, Miramar, finisce sullo scoglio chiamato Dona Paula. Si chiama così in onore a questa coppia, Dona e Paula, che si suicidarono perché osteggiati dalle famiglie come Giulietta e Romeo. Una cosa che pochi sanno è che le isole fluviali di fronte Panjim, erano i luoghi di villeggiatura della nobiltà portoghese e sono rimaste quasi intatte. A Divar island sembra di tornare indietro nel tempo, a Chorao c’è un bellissimo Santuario degli uccelli all’interno della foresta di mangrovie. Purtroppo amici miei, per visitare queste cose ci vuole almeno una settimana per via delle distanze e della condizione delle strade. Ho un blog su Goa, scrivo per passione, per tenere un diario su questa mia seconda vita che ho deciso di vivere qui 😉 http://scopriregoa.com/old-goa-un-museo-a-cielo-aperto/

Lucia Via
Foto di Lucia Via
Foto di Marta Tenerini
Foto di Marta Tenerini
Foto di Nanni Elisa
Foto di Marta Tenerini
Foto di Vincenzo Ameglio

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