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Katakolon

Gina: La prima volta che ci sono stata, ci siamo affidati alla compagnia ed abbiamo acquistato una escursione con guida per Olimpia, gli scavi ed anche il museo. Penso che certi posti vadano visitati con un minimo di cognizione di cosa si sta vedendo per poterli apprezzare al meglio. La nostra guida era una signora fantastica.La seconda volta invece, ci siamo limitati a fare una passeggiata a Katakolon, un porto molto carino ma che non ha granchè da offrire se non tanti negozietti di souvenir, bar e ristoranti, il museo della tecnologia Greca antica oppure la spiaggia Plakes (quella più vicina al porto).

Enrica: Da Katakolon, per chi volesse andare ad Olimpia esistono molti modi economici con il fai da te. Noi prendemmo il bus che con 9 euro a testa ci fece il transfer a/r, ma volendo esiste anche il treno (5 euro a tratta), il taxi o l’auto a noleggio. Noi prendemmo appunto il bus e poi acquistammo il biglietto cumulativo scavi + museo a 12 euro. Devo dire la verità, a marzo siamo tornati ad Olimpia durante un tour della Grecia e avere la guida in quel sito è fondamentale. Purtroppo le guide cartacee non permettono di capire bene cosa fosse in realtà Olimpia quindi consiglio di fare escursione con guida. Il sito è bellissimo, patrimonio UNESCO e non è solo sede dei primi giochi olimpici. Qui si trovava anche una delle 7 meraviglie del mondo antico!

Nicoletta: A Katakolon abbiamo preso il trenino e siamo andati in una spiaggia molto carina.

Ivana: A Katakolon, uscita dal porto trovi di tutto per esempio ti portano a Olimpia a solo 4 euro andata e ritorno entrata 6 euro solo il sito archeologico, oppure 9 euro sito + museo.

Foto di Ivana Brunello

Cinzia: Comincerei nel dire che Katacolon, lo abolirei come scalo, ci sono stata 4/5 volte, ho perso il conto!! L’unica cosa da fare è andare ad Olimpia. Non conviene con la nave, in quanto quando si scende, ci sono tante possibilità per raggiungere il sito, taxi e piccoli tour operatori del posto. Certo, bisogna aver studiato un po’ prima per capire quello che si va a vedere! Oppure si scende e si passeggia lungo l’unica strada del paese, pieno di negozi di souvenir. In fondo alla quale, si trova una bellissima chiesetta ortodossa, da non perdere! Tornando indietro, si può percorrere la parallela che dà sul mare e lì ci sono tanti locali i carini, se ci si vuol sedere a prendere un caffè!! Non sono mai stata in estate piena, ma so che ci sono due spiaggette raggiungibili a piedi. Di più non so!!

Rachele: Io ho fatto scalo diverse volte: la prima volta sono andata a vedere gli scavi di Olimpia invece tutte le altre volte mi sono limitata a fare delle passeggiate nella strada principale ma devo dire che poi dopo un pò diventa noioso.

Samuel: Ci sono stato diverse volte, la prima volta ho fatto una escursione con Costa: Olimpia e le altre due volte ho fatto il bagno nella spiaggetta subito a sinistra dell’entrata dell’unica strada principale dove ci sono tutti i negozi e ristoranti lato mare anche per me questo scalo greco dovrebbero cambiarlo su un altro migliore di questo!

Paolo: Verooo, a parte i negozietti di artigianato, non c’é tanto. Noi siamo andati a Olimpia.

Stefania: A me Olimpia è piaciuta molto. Certo Katakolon è solo divertente per i mille negozietti. Però, in un periodo vicino all’estate, siamo andati a piedi in una bella spiaggia e ci siamo fatti una nuotata e un paio d’ore di sole.

Monica: Abbiamo noleggiato un’auto e siamo andati a Olimpia a vedere gli scavi, poi siamo andati in un agriturismo “signora franca” che ha olio e vino fantastico!

Danilo: Noi abbiamo preso un bus fuori al porto e li c’era una signora che regalava delle bottigline di olio, fatto con le olive del posto!

Faustina: Scesa al porto sono stata subito colpita da queste casette/negozio (in ottobre in una cose graziosissime x Natale)…poi sotto la chiesetta principale ho preso un trenino credo per 7 euro, che attraverso un strada di campagna fra uliveti bellissimi e attraverso una azienda agricola (che potevi visitare) ci ha portato sino in spiaggia. Ristorata dal sole e dai piedi messi a bagno, sono poi rientrata in nave nel primo pomeriggio in nave: piccola alternativa 

Erika: Il porto di Katakolon è per me sempre una pacchia: appena scesi trovate ogni tipo di mezzo di trasporto per Olimpia, a prezzi nettamente inferiori a quelli di ogni compagnia. Perciò potete scegliere anche last minute. A me piace perché è un paesotto tranquillo, pieno di negozietti deliziosi (il mio preferito è quello che vende oggettini di legno d’olivo). Solitamente passeggio, faccio un po’ di shopping, poi mi siedo in un bar sul lungomare e sorseggio una birra usando il Wi-Fi gratuito.
Questo perché viaggio sempre fuori stagione. Quando fa bello si può prendere un delizioso trenino che porta ad una splendida spiaggia attrezzata a costi irrisori.
Altrimenti, giro in calesse sul lungomare.
Le alternative sono tante, per una giornata che comunque è di completo relax (lo scalo è piuttosto breve e, se non si va ad Olimpia, c’è un sacco di tempo libero).

Noi nella scorsa crociera ad agosto abbiamo fatto prima un giretto in centro preso qualche souvenir e poi via in spiaggia quella alla sinistra del porto per qualche ora di relax.

Mariarosa: Io ci sono stata 2 volte, la prima nel 2008 con Costa Fortuna. Abbiamo preso l’escursione con loro, visitato gli scavi e ci siamo fermati in un locale del centro dove ci hanno servito una degustazione di vini e prodotti tipici. La seconda volta con MSC fantasia siamo scesi per conto nostro e fatto un giro nei negozi e sul porto, francamente non è uno scalo che mi entusiasma.

Concetta: Abbiamo fatto più di tre scali a Katakalon . Oltre a visitare Olimpia, abbiamo fatto shopping nei suoi originali negozietti siamo andati a Plakes, in spiaggia per un bel bagno!

Olivia: Noi ci siamo stati varie volte ma solo una volta siamo andati ad Olimpia, abbiamo aspettato che nostra figlia fosse abbastanza grande per apprezzare. Ci siamo arrivati in autobus ( biglietteria praticamente appena esci dal porto). Olimpia è magia… da i brividi!

Enrica: Troppe volte ho letto di Olympia come di un ammasso di pietre. Allora, faccio una premessa: non voglio creare nessuna polemica quindi nessuno si senta chiamato in causa perchè il discorso è generale. Quello che c’è ad Olympia e che abbiamo la fortuna di poter vedere non ha sicuramente lo splendore che poteva avere alla sua epoca ma, credete, se avrete una brava guida (possibilmente in carne e ossa) e se avrete anche solo la pazienza di ascoltarla potrete capire che Olympia è davvero un sito di una grandissima importanza per tutto ciò che racchiude sia all’aria aperta che nel museo.

Quindi se posso cerco di provare a farvi vedere Olympia con i miei occhi: io c’ero stata in crociera e a marzo scorso son tornata durante un tour della Grecia classica e meteore. Sarà stata la nostra favolosa guida, il fatto che c’eravamo veramente solo noi, il tempo favoloso che ci ha accompagnato, ma ho un ricordo così bello di quel giorno e in generale di quel viaggio. Avevo scritto il diario di quel tour della Grecia e se si può fare, sarei felice di riportare qui la storia e le foto di Olympia, patrimonio dell’umanità.

Olimpia si trova in una piana verdeggiante dove scorre il fiume Alfios, ai piedi di una dolce collina boscosa (Kronion), dove sono disseminate le rovine, ombreggiate dai pini, di uno dei più importanti santuari panellenici dedicati a Zeus. Per oltre un millennio (dal 775 a.C al 383 d.C) qui si sono riuniti, ogni quattro anni, atleti e pellegrini provenienti da tutta la Grecia, ed è qui che oggi viene accesa la fiamma olimpica che annuncia l’inizio delle gare di atletica. Le differenti città greche, gelose ognuna della propria autonomia e del proprio prestigio, e per questo perennemente in guerra tra loro, trovavano il modo, solo durante la tregua sacra dei giochi olimpici, di sviluppare un sentimento di appartenenza comune, superiore, alla civiltà greca intera.
Oltre a riunire tutti i greci, i giochi avevano infatti un significato sacro, perché venivano celebrati in nome degli Dei. Per questo, durante i giochi si sospendevano tutte le guerre: era il periodo della “pace divina”.
Allo stadio di Olimpia, dove avevano luogo i giochi, si giunge attraverso un passaggio a volta, lo stesso da cui sbucavano gli atleti per affacciarsi alle gare. Ai bordi della pista, che è lunga 192,27 metri (ossia 600 volte il piede di Ercole), possiamo immaginare una folla di 20 000 spettatori (tutti greci e cittadini liberi), ammassata sugli spalti e acclamante i corridori, i saltatori, i pugili, gli aurighi….
si può osservare il bouleuterion, dove i concorrenti giuravano di osservare i regolamenti, e anche i piedistalli delle statue, realizzate con il ricavato di ammende di chi non rispettava il giuramento, su cui veniva scritto nome e città di appartenenza di quegli atleti che “truffavano” e che rappresentavano un grande disonore per le famiglie e le città stesse.

L’ingresso alla stadio e i piedistalli su cui posavano le statue “pagate” da coloro che truffavano

Foto di Enrica Coltro

 Il corridoio che percorrevano gli atleti per entrare nello stadio

Foto di Enrica Coltro

Lo stadio con la linea di traguardo (ci siamo solo noi)

Foto di Enrica Coltro

Le offerte a Zeus venivano date nel tempio lui dedicato, da cittadini e atleti uniti dal senso di solidarietà o dal desiderio di gloria. Del tempio di Zeus purtroppo restano solo alcuni blocchi giganteschi e pezzi di colonne e di capitelli sparsi disordinatamente sul grandioso basamento dell’edificio. Purtroppo è scomparsa, la mitica statua in oro e avorio di Zeus, eseguita da Fidia (lo scultore che diede vita anche al partenone di Atene) tra il 438 e 430 a.C e annoverata tra le Sette Meraviglie del Mondo antico. La statua riproduceva Zeus seduto su un trono tempestato di pietre preziose e la sua statua era tanto gigantesca da sfiorare il soffitto. I meravigliosi frammenti del tempio di Zeus sono conservati nel Museo di Olimpia

I resti di una colonna del tempio di Zeus

Foto di Enrica Coltro

La ricostruzione di una colonna del tempio di Zeus

Foto di Enrica Coltro

Ancora potrete entrare (perché è uno dei pochissimi in cui si può camminare dentro) nel tempio di Hera. il tempio di Hera, il più antico tempio del santuario, il migliore esempio di architettura dorica templare arcaica. Esso era perimetrato da sei colonne sul lato corto e da sedici su quello lungo. Qui, su una lastra crisoelefantina dello scultore Kolotes (V sec. a.C.) venivano lasciati gli olivi che venivano tributati agli atleti vincitori. di fronte al tempio, l’altare di Hera, dove ancora viene accesa la fiaccola olimpica. 11 attrici, che impersonano le sacerdotesse sacre del Tempio, accendono la fiaccola tramite il Sole, in una cerimonia molto suggestiva. La torcia viene poi consegnata al tedoforo che ha il compito di portarla ad Atene. 
e poi c’è ancora il philippeion, il ninfeo, lo stadio, la cripta, il laboratorio di fidia, la palestra, il gymnasium, ecc.
ovviamente Olympia è patrimonio UNESCO.

il tempio di Hera

Foto di Enrica Coltro

 il gymnasium

Foto di Enrica Coltro

 il philippeion

Foto di Enrica Coltro

E dopo il sito di Olympia, proseguiamo per il museo archeologico. Il biglietto cumulativo di scavi e museo costa 12 euro a persona. 
Il museo offre molto da vedere e noi, fortunati per il fatto che ci siamo esclusivamente solo noi con la guida ce lo godiamo al 100%. Possiamo sederci e ammirare i frontoni del tempio di Zeus (orientale e occidentale) che occupano la grande sala all’ingresso del museo. 
La scena sul frontone orientale raffigura i preparativi per la gara di corsa su carri tra Pelope e Enomao (re di Pisa), le cui statue affiancano quella centrale di Zeus. Il tema è legato alle origini mitiche del santuario, con il momento raffigurato del giuramento prima della gara.
Sul frontone occidentale, Lapiti e Centauri combattono alle nozze di Piritoo, presiedute dalla figura centrale di Apollo, la cosiddetta “Centauromachia” 
e ancora si possono vedere nella stessa sala, le metope del tempio che raffigurano le Dodici fatiche di Ercole.
proseguiamo poi nella visita e ci avviciniamo all’elmo di Milziade, a cui è attribuito il merito della vittoria di Maratona

Foto di Enrica Coltro

Ammiriamo la Nike in volo di Peonio di Mende, una delle più importanti opere del museo. sembra davvero che stia “planando” lentamente, e sotto le vesti che sembrano quasi bagnate, si intravede il corpo scolpito splendidamente. è un capolavoro.

Foto di Enrica Coltro

Ci spostiamo poi a vedere un’altra opera importantissima e bellissima. L’Hermes con Dioniso, una scultura in marmo di Prassitele. 
la statua descrive una scena: Hermes, nudo, si sporge verso il fanciullo seduto sull’avambraccio sinistro, mentre il destro è sollevato, forse per distrarre il bambino con un grappolo d’uva. Le divinità sono calate in un contesto affettuoso e quotidiano, come nessuno prima di Prassitele aveva fatto, e la tradizionale verticalità della figura è abbandonata in favore di forme più sinuose e sbilanciate, tanto che in questo caso è necessaria la presenza del sostegno a sinistra

Foto di Enrica Coltro

Terminiamo la visita ammirando una serie di molti altri reperti: Zeus e Ganimede, la statua di Adriano, collezioni di bronzi, raccolte di terracotte, ed altro.

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