Roseau (Dominica)
Roseau (in creolo delle Antille “Wozo”) è la capitale della Dominica (Piccole Antille), situata nella Parrocchia di Saint George, e si estende su una pianura alluvionale a forma di ventaglio, formatasi centinaia di anni fa dall’opera di deposizione dei detriti alluvionali del fiume Roseau. Essendo il più importante ed antico centro dell’isola, avamposto francese nato nel XVI secolo sulle sponde dell’omonimo fiume è ricca
dell’atmosfera e dello stile francese coloniale e la disposizione urbanistica originale si osserva soprattutto nella zona dell’Old Market.
L’inglese è la lingua ufficiale, ma a causa della precedente colonizzazione francese è parlata correntemente la lingua creola delle Antille, basata sul francese.
La valuta corrente è il dollaro dei Caribi orientali. Nonostante la Dominica appartenga al commonwealth britannico, la maggior parte della popolazione è di religione cattolica, tramandata dai francesi e assunta in seguito come religione ufficiale. La città, che sorge sulla costa occidentale dell’isola, esporta lime (frutto e succo), olii essenziali, frutti tropicali e spezie.

Numerose sono le escursioni possibili, basta scegliere quella che piace di più. La più particolare tra le tutte è certamente la salita verso il lago bollente, circa sei ore di cammino, in un clima caldo e umido, ma ce ne sono di meno impegnative come quella al cratere sulla sommità di Morne aux Diables, o facili come la passeggiata verso la base-rifugio costruita dagli schiavi fuggiaschi a Jaco Flats, da terminare poi con un bagno in una delle numerose calette vicine al Paradise Bar, dove inizia e si conclude l’escursione.
Altro spettacolo è offerto dalle cascate gemelle di Trafalgar Falls, a soli 20 minuti di strada da Roseau: una breve passeggiata conduce dal Visitors Centre a una piattaforma d’osservazione. I più intrepidi possono proseguire per fare un bagno rinfrescante nel lago alla base della più piccola delle cascate, i meno preparati fisicamente, possono invece rilassarsi nelle piscine calde prima di raggiungere la base dei due getti d’acqua.
Un’altra escursione da non perdere è la Emerald Pool, la piscina di smeraldo, una grotta al centro dell’isola che incornicia uno scenario da favola, protagonista di molti film e di qualche matrimonio.
Massimo: L’isola è una delle più umide dei Caraibi, mi avevano detto che è anche la più piovosa (200gg/anno) ma io quei giorni sono arrivato con la pioggia e ho continuato con il sole. La catena montuosa centrale è imponente e rigogliosa. Le Trafalgar Falls sono assolutamente da fare e dopo una camminata di 30min in mezzo alla giungla (un umido inverosimile) si giunge alle cascate. Si può fare anche da soli ma meglio essere in gruppo
organizzato.
Roseau è un paesino carino, che si gira tranquillamente a piedi, in prossimità del centro si trova anche il Botanical Garden, molto bello e ricco di vegetazione locale, gli alberi della neve (Chionanthus virginicus), sempre fioriti, che perdono continuamente petali bianchi (da qui la ragione del nome). Vicino al porto ho scoperto una enoteca con alcolici tipici del luogo e Rhum vari gestito da in italiano (avevo trovato anche vini friulani!!). Il più-migliore rhum l’ho bevuto su quest’isola.

Dominica è un’isola molto particolare, caratterizzata da un’atmosfera intima e raccolta. Il paesaggio è montuoso, ricoperto da una fitta vegetazione. Gli scorci panoramici sono stupendi. Il suo capoluogo, Roseau, è una bella cittadina dall’aspetto coloniale di stile georgiano, con una fortezza settecentesca, Fort Young, su Victoria Street.
Il nucleo monumentale è formato dalla chiesa di St. George, dal Tribunale, dalla Public Library e dalla
Governament House. Esiste anche una cattedrale cattolica ottocentesca intitolata a Nostra Signora. Diversi negozi offrono oggetti dell’artigianato locale; cesti intrecciati, oggetti intagliati dal cocco o dal bambù, stoffe
dipinte. Sul vicino Monte Bruce si trovano i giardini botanici, con una superficie di circa 44 ettari.
La maggiore attrattiva dell’isola è il Morne Trois Pitons National Park, con la cascata di Emerald Pool. Le cascate più importanti sono le Trafalgar Falls. Altro posto interessante è il Boiling Lake, nella Valley of Desolation, ricchissima di sorgenti sulfuree, mentre in direzione di Marigot si incontra la Carib Indian Reservation.
Tra le spiagge, la più vicina a Roseau è Rockaway Beach, immediatamente a nord della città.
Allo sbarco ci sono diversi taxisti con cui contrattare, per esempio per andare alla spiaggia di Merò, un lembo, di spiaggia con sabbia nera, vulcanica, non particolarmente fine, ma particolare perché è brillante e con la luce del sole produce dei suggestivi riflessi. Per arrivarci si deve guidare verso nord ovest per una mezz’oretta, le strade sono poco raccomandabili (buche e cedimenti un po’ ovunque), la guida è all’inglese e, di solito, abbastanza spericolata. Il clima non è particolarmente favorevole, spesso gli acquazzoni o le brevi piogge si susseguono ed è raccomandabile affittare un ombrellone per ripararsi, non solo dal sole.
Un’altra spiaggia è Turtle Beach, ma è molto distante. Le distanze da percorrere rappresentano un vero problema, soprattutto per chi predilige un tipo di approccio svicolato dalle escursioni offerte dalla compagnia. Per esempio, lungo l’unica strada percorribile per raggiungere Merò da Roseau, la circolazione una volta è rimasta bloccata per molto tempo, in seguito ad un incidente, e non ci sono purtroppo vie alternative.
A Dominica, è certamente consigliabile privilegiare l’interno dell0isola e quindi non si può fare a meno di ammirarne la bellissima vegetazione
locale

Dominica vanta il più gran numero di specie di uccelli dei Caraibi Orientali; sono state avvistate più di 160 specie di uccelli, di cui 59 nidificano sull’isola. Tra questi, due specie di pappagalli endemiche e a rischio di estinzione. L’uccello nazionale di Dominica è il Sisserou (Amazona imperialis), chiamato anche pappagallo imperiale.
Con una taglia che raggiunge i 50 cm, è il più grande dei pappagalli amazzonici. Sull’isola sono presenti anche grandi rane, lucertole, 13 specie di pipistrelli, 55 specie di farfalle, il
Paola:Una volta scesi dalla nave si può optare per fare una breve sosta ai giardini botanici; successivamente andare al parco con la Emerald pool (dove si può fare il bagno sotto la cascata) e poi in spiaggia a Meru Beach, dove c’è una sabbia nera e bollente ma bella. Alla fine una passeggiata fra le bancarelle di fronte alla nave. E’ meglio prendere i taxi appena fuori dal porto, costano meno di quelli subito appena scesi dalla nave.
Stefania: Dominica a me è piaciuta. Tanto verde. Unico scalo dove abbiamo preso l’escursione con Msc. Con un piccolo pulmino ci hanno portati, nell’interno dell’isola , all’Emerald pool, una cascata dove si può fare il bagno. C’erano bellissimi granchietti. Poi ci hanno portato alle Trafalgar Falls, due potenti cascate il cui paesaggio è stato modificato dall’uragano Erika del 2015. Se andate in quest’isola non perdetevi la bevanda caraibica fatta con i fiori d’ibiscus. Al ritorno alla nave siamo andati al central market a caccia di souvenir. Sotto la nave c’era un ulteriore mercatino.
Debora: Roseau, Dominica: conviene fare un tour più spiaggia. La sabbia è nera, perché anche quest’isola è di origine vulcanica.
Antonio: quello che mi ha colpito in questo scalo è stata l’affetto e l’accoglienza delle persone, sorridenti e compiacenti! Roseau, capitale di Dominica, probabilmente è uno degli stati più poveri di questa parte caraibica. Si approda direttamente in città, una mini band suonava per darci il benvenuto. Mi impressionò il fatto che lo scalo fosse sorvegliato da alcune poliziotte che, con molta severità, non facevano avvicinare i tour operator non autorizzati minacciandoli addirittura con dei manganelli.
Noleggiammo un mini van e andammo in una specie di foresta, ricca di vegetazione, e poi facemmo il bagno in una specie di sorgente. Pomeriggio spiaggia, non bellissima, sabbia nera. Costo 10 $ a testa, il bimbo non ha pagato. Di ritorno visita al mercatino.


